Quello presentato su questo volume è il “definitivo” Elric? Certo che no. È la versione definitiva che ne ha dato P. Craig Russell. Il campione eterno creato da Michael Moorcock si presta a un ampio ventaglio di interpretazioni visive. Questo volume rappresenta la conclusione di un percorso, di una ricerca durata quasi vent’anni spesa nel tentativo di adattare a fumetti l’opera fantasy di Michael, appoggiandosi a vari editori e coinvolgendo un’infinità di artisti.
Tutto è cominciato con un breve estratto di Elric di Melniboné realizzato da Frank Brunner, pubblicato a puntate sulla rivista Heavy Metal e successivamente raccolto su Star*Reach Greatest Hits. E tutto si è concluso con lo Stormbringer di P. Craig Russell, commissionatogli dalla Topps Comics e poi pubblicato dalla Dark Horse con il logo di entrambe le compagnie.
Craig è stato coinvolto in molti progetti tratti dalle opere di Moorcock, a partire dagli adattamenti delle storie brevi di Elric, La città dei sogni e Mentre gli dèi ridono (Marvel Comics), passando per la realizzazione della versione integrale di Elric di Melniboné (Pacific Comics, pubblicato dalla First Comics), per poi arrivare a Stormbringer.
Altri autori degni di nota hanno preso parte a questo progetto. Lo scrittore Roy Thomas, che ha lavorato su tutti gli adattamenti a fumetti delle opere di Moorcock a eccezione di questa, ha fornito la sua preziosissima esperienza nel definire il ritmo della narrazione negli adattamenti pubblicati dalla Marvel, e nei primi cinque volumi: Elric di Melniboné, Sui mari del fato, Il fato del lupo bianco, La torre che svaniva e La maledizione della spada nera (tutti pubblicati dalla First Comics). Michael T. Gilbert (in seguito divenuto famoso grazie alla sua creazione, Mr. Monster) ha lavorato sui primi tre volumi; George Freeman sul secondo e sul terzo. Tom Orzechowski ha letterato le opere pubblicate dalla Marvel e i primi due volumi. Jan Duursema ha disegnato il quarto volume. E per quanto riguarda il quinto volume, è meglio non parlarne.
Io sono salito a bordo in qualità di licenziatario dei diritti Michael Moorcock e di packager, finendo poi per diventare l’agente di Michael e di Craig. Dopo quasi vent’anni, non saprei spiegare il perché di questa strana ossessione nel voler dare corpo all’esplorazione condotta da Michael dell’eterno conflitto tra “ordine” e “caos,” o forse, come ha osservato Gerard Jones, tra la creatività e l’impulso alla distruzione perpetrato dagli esseri di sesso maschile. Lascerò che sia l’opera a parlare per sé.
Mike Friedrich
CA Aprile 1998